Ho sempre pensato che chi non crede in qualche Dio/Dea o non crede nella forza della vita, dovrebbe fermarsi a guardare profondamente negli occhi i bambini. Lì c’è tutto.

Nei 20 anni che ho passato a contatto con loro come educatrice e maestra sono sempre stata colpita dalla loro totale libertà di cuore, di parola e di attività.

Se voglio qualcosa, me la prendo.

Se penso qualcosa, lo dico.

Se provo un’emozione, la mostro.

Cerco e mi nutro dalla  vita, totalmente e intensamente.

Senza paura, senza sensi di colpa, senza pensare.

Penso, sento e faccio tutto quello che voglio, in modo franco e diretto.

Mi riconosco molto nella loro purezza, nonostante negli anni, abbia dovuto fare i conti e sporcarmi nella vita non più innocente ma adulta.

Rimane il fatto che se oggi faccio questo lavoro è perché io li amo.

Nel tempo e nella mia esperienza di educatrice-insegnante, ho dovuto, però confrontarmi con quello che io ritenevo amore, rispetto a quello che era il vero amore di cui avevano bisogno e che chiedevano loro.

Personalmente trovo che, negli ultimi tempi, quando si parla di amore verso i bambini, questa parola sia usata, abusata e confusa molto con affettività, coccole, troppe parole teoriche e poca sostanza pratica.

E’ chiaro come il sole che ogni genitore ama alla follia il proprio bambino e la propria bambina!

Spesso però, a causa delle ferite che sono state impresse a noi quando eravamo piccoli e che risuonano ancora, tendiamo ad avere paura e a non sapere come contenere o gestire la rabbia, l’opposizione, la sfida continua, i pianti irrefrenabili, le grida e le figuracce nei luoghi pubblici.

A causa di questa paura, si sbaglia.

A volte si esagera e si è troppo duri; a volte si prende troppo sotto gamba la situazione.

A volte si fa giusto.

Ai bambini interessa che il genitore faccia il genitore,

non che sia perfetto.

Una bambina o un bambino si esprimono e brillano nella loro piena essenza quando si sentono accolti e non abbattuti, accettati e contenuti.

Un figlio sano è quello che riesce a mandare in tilt un genitore e il bambino che ci manda in tilt, in quel momento, è il miglior maestro che abbiamo.

Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che i grandi siamo noi.

Se davvero vogliamo fare in modo che maturino interiormente, scoprendo i loro talenti e rafforzando le loro abilità personali, dovremmo permettere loro di esprimersi pienamente.

Così come il fiume in piena può scorrere liberamente quando gli argini sono alti, possenti e non bloccano la mia portata, io posso andare incontro alla vita con tutta la mia forza.

Mi sento protetto, senza essere bloccato.

Ciò significa che ci saranno dei sì, dei no e delle regole da rispettare.

Come genitore, sarà molto importante il mio atteggiamento interiore certo e chiaro.

Il bambino vede il comportamento e avverte la sincerità e la serietà che vi sono dietro, prendendo sul serio mamma e papà e fidandosi della loro guida.

 

I frutti dell’Albero

Figli: guardarli nel profondo, nutrire le loro speranze, amare come desiderano essere amati, contenerli senza abbatterli.

Lavoreremo su:

– Il Re e la Regina; il regno si gestisce insieme

– Ognuno al suo posto

– I ruoli della vita

– Trasformiamo l’errore in esperienza e andiamo avanti più uniti di prima

– Il no che crea fiducia

– Il sì che crea ricchezza interiore

-Equilibrio di tempo/spazio/energia tra fratelli e sorelle.

-Amami come desidero io, non come desideri tu

-Aiutami a far emergere le mie abilità personali

-Liberami e lasciami brillare pienamente per quello/a che sono

 

Questo servizio fa per te se:

-Ops…abbiamo un problema!

-Pensi che la fermezza possa creare dei traumi

-Sei addolorato perché non riesci a comunicare il tuo amore a un figlio in particolare

-Tua figlia ti ignora

-Tuo figlio ti tratta male

-Alzi la voce e la/lo rimproveri continuamente

-Per ottenere la minima collaborazione devi spesso negoziare

-Non riesci a dire no

-Hai paura di contrariare tuo/a figlio/a

-Ti senti un pessimo genitore per la tua/o bambina/o

-Ti stai separando e non sai come gestire la situazione

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